venerdì 17 luglio 2015

Vento nero


un video di Antonio Trimani

1.    À l'origine du son, le souffle è il titolo di un ponderoso saggio di Benoît Amy de la Bretèque (Solal, 2000). Si tratta di un gesto vocale “adapté provient originellement d'un souffle bien maitrisé“, un respiro ben controllato sul quale convergono il foniatra Amy de la Bretèque e il maestro del bianco e nero Piermarini. Il vento non si vede e non si sente, eppure si mostra. Grado zero della pragmatica: s’intuisce che c’è del vento, solo come effetto, perché un buffo telone prende a spostarsi, a muoversi. In questo caso è un suono che si dà solo come dimensione visibile e ciò nonostante impreciso: sarà sibilo, respiro, folata o rumore buffo di improvvisato fiocco senz’albero? O sarà un vento nero, arcaico, inquietante, di spinnaker minaccioso? Sarà, come nella lingua runasimi, “lingua dell’uomo” (continuazione parlata dell’impero incaico) sumaq wayra (vento dolce) o yana wayra (vento nero)?

Con la pelle dei traditori / nei tempi antichi, / facevano / un tamburo, / con le ossa dei traditori / nei tempi antichi / costruivano un flauto / accompagnati / così / nei tempi antichi / come un puma, / camminarono, / facendosi la guerra, / danzando, i nostri avi sconosciuti. / Quello stesso palpito / adesso / quella stessa canzone giustiziera, / sto forse ascoltando / calmo / in mezzo alla foschia, / aspettando, / sto forse ascoltando, / di nuovo, / tamburi, / flauti / sto forse ascoltando. / Ma, è la notte / inginocchiata / e il vento che mi conduce / nulla conduce / e il vento che mi porta via / nulla porta via.


(Vento Nero / YANA WAYRA, in “Tre poesie di Isidro Condori”).

giovedì 16 luglio 2015

Toronto, 1990





incipit Salvatore Piermarini:


Siamo in Canada, a Toronto, ottobre del 1990, esterno giorno dentro un parcheggio dove non accade nulla, con quattro automobili davanti a un muretto di mattoncini a secco che fa da quinta alla scena; inquadratura frontale e orizzontale, la scena è ferma, non succede niente e niente si muove, mi preparo a fotografare. (...)

incipit Massimo Celani:


Prima o poi occorrerà spiegare ai bambini italiani che le vocali sono sette (i, è, é, a, ò, ó, u) e non cinque e che il numero cardinale 20 è diverso dal sostantivo plurale venti. (...)

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